Tutela della qualità dell’aria nel Bacino Padano e in Toscana

La qualità dell'aria e le stelle ambientali

Il traffico stradale è nel bacino padano uno di principali responsabili dell’inquinamento atmosferico e del peggioramento della qualità dell'arianel riscaldamento residenziale le emissioni di polveri sottili possono essere tenute sotto controllo grazie alle nuove norme approvate sugli apparecchi certificati, ma spesso emergono strumentalizzazioni semplicistiche da parte del settore dei combustibili fossili.

Se ti stai chiedendo se le stufe a pellet, le stufe a legna e il camino a legna inquinano, la risposta è che la legna ed il pellet sono combustibili ecologici e di per sé non inquinano nè peggiorano la qualità dell'aria, ma per avere una combustione ottimale ed efficiente è opportuno utilizzare stufe certificate.

Occorre sottolineare infatti che l’apporto della combustione domestica alla produzione di PM10 è in calo, soprattutto grazie al turnover tecnologico, cioè la sostituzione dei vecchi apparecchi obsoleti con nuovi, performanti e tecnologicamente avanzati generatori a legna e pellet.

Le azioni concrete sulle quali le associazioni del settore si stanno impegnate, si sottolinea, e per le quali è richiesto anche il sostegno delle istituzioni, possono essere riassunte in cinque punti:

  1. accelerare il processo di rottamazione delle vecchie stufe e la loro sostituzione con apparecchi e impianti a legna cippato e pellet classificati con le migliori performance
  2. promuovere l’uso di combustibili legnosi certificati e di qualità
  3. garantire una periodica manutenzione straordinaria dei generatori e canne fumarie da parte di operatori professionali
  4. assicurare un’installazione a regola dell’arte da parte di imprese qualificate
  5. promuovere e diffondere tra i cittadini le buone pratiche nell’utilizzo degli apparecchi e caldaie a biomasse e nella loro manutenzione ordinaria.

Il problema è rappresentato non tanto dai combustibili legna e pellet, ma dalle emissioni di stufe e caminetti a legna e pellet poco efficienti. Per questa ragione il nuovo accordo prevede:

  1. un progressivo divieto di installazione di impianti non performanti
  2. un fondo per la sostituzione dei vecchi impianti. Sapevi che, grazie al Conto termico i privati possono attingere ad un fondo di circa 700 milioni di euroLeggi l’articolo Conto termico e detrazioni fiscali

Per quanto riguarda i generatori di calore a biomassa, l’Accordo prevede misure permanenti e misure temporanee contro i fenomeni di superamento dei limiti di PM10:

Misure permanenti:

  1. in un primo step (recepito dal 1° ottobre 2018 già da Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna) il divieto di:
    • installare generatori con una classe di prestazione emissiva inferiore alla classe “3 stelle” (cioè generatori a 0, 1 e 2 stelle);
    • continuare ad utilizzare generatori già installati aventi una classe di prestazione emissiva inferiore a “2 stelle” (cioè generatori a 0 e 1 stella);
       
  2. in un secondo step (attivo entro il 31 dicembre 2019):
    • il divieto di installare generatori con una classe di prestazione emissiva inferiore alla classe “4 stelle” (cioè generatori a 0, 1, 2 e 3 stelle);
    • il divieto di continuare ad utilizzare generatori con una classe di prestazione emissiva inferiori a “3 stelle” (cioè generatori a 0, 1 e 2 stelle).
       

Misure temporanee (limitate nel tempo solo ai periodi di maggiori concentrazioni di PM 10 nell’aria):

  1. di 1° livello (superamento dei limiti per più di 4 giorni consecutivi):
    • Divieto di utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) aventi prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 3 stelle;
       
  2. di 2° livello (superamento dei limiti per più di 10 giorni consecutivi):
    • Divieto di utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) aventi prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 4 stelle.
    • o stesso Accordo prevede inoltre:

      l’obbligo di utilizzare, nei generatori di calore a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, pellet certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 e l’obbligo di conservazione della documentazione pertinente da parte dell’utilizzatore.
      - il ricorso a fonti rinnovabili diverse dalla combustione delle biomasse, per assicurare il raggiungimento delle quote di copertura di energia primaria indicate nel D.Lgs 28/2011 nelle zone presso le quali risulta superato uno o più dei valori limite del PM10 e/o il valore obiettivo del benzo(a)pirene (in sostanza tutte le zone non montane delle regioni firmatarie dell’Accordo).

Naturalmente ti consigliamo di leggere il testo integrale dell’accordo sul bacino padano relativo alla tua regione per essere informato su tutte le iniziative in programma.

Le tipologie di riscaldamento interessate sono:

  • stufe e cucine a legna
  • stufe ad accumulo
  • stufe, inserti e cucine a pellet
  • termostufe
  • caminetti a legna aperti e chiusi
  • inserti a legna
  • caldaie

In definitiva nel nuovo accordo non si dice che le stufe a pellet inquinano o che è vietato l’utilizzo delle caldaie a pellet, ma che, nel caso di nuovi acquisti, occorre prestare una maggiore attenzione all’apparecchio che vuoi installare a casa tua.

 

Stufe e caminetti stellati

 

Stufe e caminetti stellati: la classificazione che ti aiuta nella scelta

Come si fa a riconoscere una “stufa ecologica”, ossia una stufa a pellet o a legna che rispetti le normative vigenti in campo di emissione dei fumi? È sufficiente contare le stelle, letteralmente.

Per individuare facilmente i prodotti più performanti è stato introdotto un criterio di classificazione basato sulle prestazioni ambientali: si tratta di un metodo simile a quello usato per gli autoveicoli e in quel caso si parla di Euro 0, 1, 2.. fino a Euro 6.

La classificazione dei prodotti a biomassa, invece, è espressa da un numero di stelle che varia da 2 a 5 ed è stata adottata per definire in modo sistematico i prodotti a legna e pellet in base alle loro performance in termini di emissioni e rendimenti. I prodotti più efficienti avranno cinque stelle, i più inquinanti non rientreranno nella classificazione avendo soltanto una stella.

Una ulteriore conferma di quanto sia fondamentale affidarsi a personale tecnico specializzato, l’unico in grado di garantire:

  • la certificazione della stufa a pellet
  • la certificazione delle stufe a legna
  • la certificazione della canna fumaria per la stufa a pellet o legna

 

Come faccio a capire quante stelle ha la mia stufa Pasian

 

Grazie ad un’attenta progettazione e regolazione della combustione, molti prodotti Pasian rientrano nelle più alte classi di qualità ambientale, da 3 a 4 stelle.

stufe a pellet